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venerdì 24 febbraio 2017

Armani: rosa pop, rosso vinile e voglia di cambiare


Nella collezione di Giorgio Armani andata oggi in passerella durante la Milano Fashion Week, le gambe non si vedono "e questo e' un punto importante", dice lo stilista: si tratta sicuramente di una scelta che può anche sembrare "drammatica e penalizzante nei confronti della donna" ma da cui esce "un'estetica diversa", giusta per le giovani donne di oggi, che stanno recuperando in femminilità. 
Proprio per le giovani, lo stilista  ha creato giacche e pantaloni con motivi galles, chevron o a pois spalmati di pvc, caban imbottiti messi sugli abiti da sera con grandi paillettes colorate, bluse con fiori grafici, giacchini con fantasie di mani o occhi, lunghi vestiti con le frange tintinnanti, piccole borse messe a bandoliera, stivaletti con elastico a contrasto, blazer con grandi bottoni decor e gonne lunghe, pantaloni di velluto sottili messi con le sneakers, collane ad anello, blazer dal taglio maschile con i revers gioiello. 
 






Da sottolineare, poi, la sorpresa dei colori: rosso acceso sui completi e gli abiti in bianco e nero, blu e un rosa molto "pop" e poco Armani: "Non vi aspettavate il rosa? Meno male - ha scherzato Armani - altrimenti sarei finito". Ed a dimostrarlo c'è la sua continua, instacabile ricerca, che passa anche attraverso la scelta, che ha annunciato proprio oggi, di eliminare i marchi Armani Jeans e Armani Collezioni, che spariranno dalla primavera-estate 2018. Rimarranno solo le linee Ax, Giorgio Armani ed Emporio Armani, che diventera' - ha annunciato - "un concentrato di idee per servire diversi pubblici, per la signora giovane, per quella che comprava Armani Collezioni e per quella che sceglieva il genere sportivo di Armani Jeans". In vista di questo cambiamento "stiamo ristrutturando l'interno dell'azienda, ma non c'e' niente di traumatico, e' solo che i tempi cambiano". Certo - ha ammesso - "non e' una cosa fatta a cuor leggero dopo 35 anni".


 

"Il mondo sta facendo passi da giganti, mentre noi con la moda siamo fermi": è sicuro che "sia arrivato il momento di cambiare, di voltare pagina: oggi - ha detto Armani al termine della sfilata della sua linea Emporio - o fai qualcosa di nuovo o non esisti". In un momento in cui "va bene tutto, quindi non va bene niente", secondo lui è necessario "trovare un nuovo modo di vestire cosi' che, tra 40 anni, guardando le fotografie di oggi, si possa dire: 'all'epoca si vestivano in quel modo'". Certo, bisogna prendersi dei rischi, come quello di "fare una collezione troppo elitaria, d'avant garde o per un pubblico troppo giovane, anche perche' oggi la gente ne ha le scatole piene degli abiti, ma io - ha sottolineato - faccio moda e la gente deve ricordare che nel 2018 ci si vestiva in quel modo, che e' diverso da quello del 2005 o da quello del 2025". Il problema e' che "non c'e' una moda di adesso che possa identificare una persona che veste il suo tempo". In giro c'e' invece tanto passato "che puo' essere anche bellissimo, io stesso - ha raccontato - ho visto collezioni con cose molto ricercate ed e' vero che quando cerchi una nuova strada devi avere dei riferimenti, ma senza lasciare che prendano troppo potere". 
"La ricerca da fare - ha ribadito - è quella sul modo di vestire di oggi, che in parte abbiamo gia' cambiato, ma che non puo' essere il riportare a galla un passato che non rispetta piu' i tempi", compresi quelli industriali perche' "per fare alcuni abiti ci vogliono otto operai e noi facciamo produzione industriale, trattiamo un argomento importante, che e' quello dell'industria della moda italiana: dobbiamo essere piu' inventivi, ma con un'idea precisa, invece oggi ci sono cosi' tante storie che e' difficile parlarne". 
 
 
La gallery della sfilata
Tutte le foto sono di Getty Images
 
 









 

 
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