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mercoledì 1 aprile 2015

Garbo e Urbani, quando "Fine" è solo l'inizio


Si è sempre definito un cittadino mitteleuropeo, un cittadino dell'Europa, incarnando forse un po' quel "ragazzo dell'Europa" raccontato nel 1982 dalla Gianna nazionale. Bowie alternativo, traghettatore wave, Garbo ha avuto un grande ruolo in Italia: quello di renderci partecipi di ciò che stava accadendo oltralpe, e lo ha fatto sempre con estrema onestà intellettuale: non c'erano i talent, negli anni '80, e il suo obiettivo principale è sempre stato quello di esprimere la sua unicità raccontando semplicemente se stesso, così come fa oggi. L'ultimo album che ha realizzato con il talentuoso Luca Urbani, membro dei Soerba e oggi dei Fluon, s'intitola Fine, un ottimo lavoro che contiene undici pezzi ed è stato realizzato con il crowdfunding, un finanziamento collettivo che permette ai sostenitori di partecipare direttamente al progetto finanziandolo e garantendosi chicche ed anteprime, come il cd stesso, che uscirà il 10 aprile nei negozi e negli store digitali e che i fan hanno invece già ricevuto a casa. 


In concerto i due artisti, accompagnati da Matteo Agnelli alla chitarra, Andrea Pellegrino al basso e Alessandro Parietti alla batteria, si muovono disinvolti e divertiti. La loro musica è incalzante e piena, l'elettronica ben si accompagna ai fraseggi di chitarra di Agnelli, il ritmo sincopato invita al movimento ed i pezzi più intimistici fanno sprofondare piacevolmente in quel mare di fiori blu che profuma di significato e d'ispirazione vera.  Il pubblico risponde in modo altrettanto consono, divertito e coinvolto: fra Garbo e Urbani c'è un profondo affiatamento, cresciuto in anni di amicizia e collaborazione con l'etichetta Discipline e grazie alla costruzione sonora condivisa  per i loro molti progetti.  Generose, le voci di Luca e Renato si incrociano a raccontare aneddoti gustosi e battute, e soprattutto canzoni: dalle più recenti incluse in Fine, come quella d'apertura, Bidimensionale, ad Ultimo Viaggio, alla meno recente Quando Cammino, alla struggente Sembra, presentata come un insieme di riflessioni nostalgiche di chi non è più giovane, sino ad arrivare a La Moda, "una cosa più sciccosa", un racconto su ciò che è e ciò che non è, una religione estetica. Quindi Il Fine che vuol dire cambiamento, scopo, eleganza.


Fra i brani scelti anche Libero, testo di M.Crescente e musiche Garbo/Urbani, Un po' d'aria direttamente da Zerouno (2004), l'immancabile Sexy, sulla coda della quale Garbo racconta del suo incontro curioso e divertente con i Bluvertigo nel backstage del tour di Zero nell'ormai lontano 2000, autoironico e sornione. Quindi un salto indietro al 2005 con Onda Elettrica, vincitore al settimo Premio Videoclip Italiano come miglior soggetto - un clip da vedere anche per la partecipazione di numerosi ospiti del mondo musicale tra cui Davide Boosta Di Leo, Andy Fumagalli, lo stesso Luca Urbani che ha cofirmato il pezzo -.
Molte le perle di note elargite generosamente tra le luci blu del Cancello del Cinabro: Prima della Fine, Voglio Morire Giovane, Extra Garbo e quindi le storiche e tanto amate Quanti anni Hai? A Berlino... va bene, Radioclima, Il Fiume, Grandi Giorni.  Quasi a sorpresa, ecco Luca Urbani in una vera chicca: I Am Happy, canzone-simbolo dei tardi anni '90 direttamente dal fortunato album dei Soerba Playback. Sul finire, la rarefatta Stella Nera, una canzone che Garbo ha scritto all'età di 17 anni e finalmente portata alla luce in questo nuovo progetto.


Un album da avere , Fine, un ritorno sulle scene davvero fortunato, accompagnato dall'entusiasmo di chi segue i due artisti nei live e li ha applauditi con soddisfazione e affetto. Un affetto che Garbo e Luca Urbani hanno pienamente ricambiato, e che continueranno a ricambiare anche nei prossimi incontri fissati in giro per l'Italia: dopo Milano, Torino e Genova, prossime tappe il 10 aprile all'Onda Sonora di Angri (Salerno) ed il 17 aprile allo Shape Village di Appiano Gentile  (Como).

Si dice Fine, ma è solo l'Inizio.

Alcuni live della serata:





Le date



Gallery by Roberta Sotgiu










Aftershow

Da sinistra a destra: Roberta Sotgiu, myself (Oriana Mariotti) Renato Garbo, Luca Urbani



Garbo & Luca Urbani 


Il Cancello del Cinabro




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