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lunedì 8 luglio 2013

Odio l'estate...





Odio l'estate.
Niente paragoni, la musica d'autore non c'entra, anche se lui aveva ragione. Mai stata così d'accordo con qualcuno.
Tutto è più liquido, esalazioni di pensiero e di materia. Il caldo assordante peggio della luce alta.
Sudore che ti si appiccica addosso, volante che scotta, scarpe orrende. Il sole a picco acceca tutto, respiro che esita ad uscire. Capelli che si appiccicano alla pelle. Trucco sfatto - questo è decadente, mi piace - Amore consumato la notte, sms interminabili per la troppa distanza (siamo forzatamente estivi a causa tua). Umidi nascondigli sotto la sabbia, dentro casa, dietro al bar.Davanti all'ingresso di un negozio di cose antiche.
Le cose antiche non sono mai estive, vivono nella frescura dell'ombra.
Mai visto cose antiche al sole urlato, la polvere non è solare. Le cantine e le soffitte riparo ideale. Le grotte nel giardino della scuola perfette. Ideali nella loro gelida pietrosità.
E intanto ci si deve diversamente abbigliare. Via le protettive, seduttive calze nere.
Via gli stivali di pelle, di lucido nero, via la femminilità da me intesa. Basta cappelli caldi, basta fiori d'antan, di tessuto panno o velluto. Via la guepière. A che serve d'estate.
Te lo dirò ma già te lo dimostro, il nudo non ha senso di esistere. Eppure d'estate c'è. Si esibisce, con la stagione calda. La pelle deve essere abbronzata... ma a me piace la pelle d'avorio. La porcellana, il gesso, la materia che si plasma ma è dura come il marmo. E fresca. La sua anima è intrisa di tempo e gelo.
Poi, parlo dei cipressi. E non vengo compresa. Braccia che si spingono su, fino al cielo, si tendono per toccarlo.Questo sono loro... e torna alla radio la canzoncina estiva, quella idiota. 
Non ce la posso fare, mi chiudo qui, riapro le scatole e le cappelliere, sfoglio i giornali e le riviste, scosto tende e metto mano alle confidenze scritte. Le rane gracidano anche di giorno, un continuo sommesso tappeto sonoro.
Goccia a goccia perde il rubinetto, tutti sono al mare... Come fa a piacere.
Assordante, calda spiaggia estiva. 
Letargo estivo, soluzione agognata.
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2 commenti

  1. Abbiamo veramente tanti punti in comune, potrei raccontarti alcune storie allarmanti di me d'estate... Lo sai che al mare (quando da ragazzina andavo ancora in vacanza con la famiglia) fermavano i miei genitori per chiedere loro che malattia avessi?! Per via del colore della pelle :(

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    Risposte
    1. Beh, come non capirti? :) Io sono nata in una città di mare, ma al mare non vado quasi più... Preferisco la montagna, l'aria fresca, le metropoli d'inverno.. meglio d'autunno ;)

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