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mercoledì 17 aprile 2013

Cellulite, curarla con lo sport giusto

Inés Sastre, testimonial Lancòme


Lots of women suffers from cellulite and they spend lots of money and energy to defeat it. I think that it is always essential seek the advice of a specialist before deciding what to do to combat this annoying blemish, which is also a sign that something is wrong in terms of circulation and metabolism. That's why I gladly carry the words of Dr. Gianfranco Beltrami, doctor of Sport, lecturer at the Faculty of Physical Education to 'University of Parma.

Non tutte le donne ne soffrono ma moltissime spendono veri e propri capitali per sconfiggerla. Stiamo parlando della cellulite, che soprattutto con l'arrivo della bella stagione causa non poche preoccupazioni alle donne che cercano di porvi rimedio in vista della prova costume e dell'abbigliamento estivo, fatto di shorts, mini, pareo. 
Sono dell'idea che sia sempre indispensabile sentire il parere di uno specialista prima di decidere quale arma mettere in campo per combattere questo fastidioso inestetismo, che è anche il segnale che qualcosa non va nel metabolismo ed in fatto di circolazione. Ecco perché riporto volentieri le parole del Dott. Gianfranco Beltrami, medico dello Sport, docente alla Facoltà di Scienze motorie all' Università di Parma, intervistato dal Corriere.it:
La cellulite è una patologia molto frequente nella donna, predilige gli arti inferiori e i glutei ed è favorita dagli estrogeni che, causando una ritenzione di liquidi, contribuiscono a innescare un processo di aumento di volume, e rottura, delle cellule del pannicolo adiposo sottocutaneo, con conseguente alterazione del microcircolo e creazione di uno stato infiammatorio che dà origine alla caratteristica pelle a buccia di arancia e ai vari stadi della cellulite. Anche se gli estrogeni sono la causa principale della formazione della cellulite, la vita sedentaria, il sovrappeso, la stipsi, l'abuso di fumo e alcool, ma anche lo stress e la familiarità rappresentano fattori aggravanti. L'attività fisica (abbinata a uno stile di vita sano e a un' alimentazione equilibrata che aiuti anche a contrastare l’eventuale sovrappeso) riveste un ruolo importante nella prevenzione e nella cura di questo diffusissimo problema.Che tipo di movimento scegliere per ottimizzare i risultati? Il movimento migliore è quello che non solo viene effettuato con costanza e regolarità, come è ovvio, ma è anche in grado di favorire la circolazione, stimolare il metabolismo e combattere l'accumulo di grasso. Ricordiamo anche che non conta solo lo specifico esercizio fisico, è infatti necessario muoversi di più nel corso di tutta la giornata: in ufficio, in casa, durante il lavoro. 


È poi importante evitare di stare a lungo seduti e di tenere le gambe accavallate mentre è salutare alzarsi ogni tanto dalla postazione di lavoro facendo,ad esempio, quattro passi ogni mezz'ora, così da stimolare la circolazione linfatica e venosa. Quanto all' esercizio fisico vero e proprio deve essere regolare, come si diceva, ma non troppo intenso e vigoroso onde evitare il rischio di produrre il dannoso acido lattico. Meglio quindi la marcia veloce piuttosto della corsa e il cicloturismo piuttosto dello spinning ad alta intensità. Consigliate tutte le attività eseguite in acqua come nuoto, acquagym e idrobike che sono in grado di ossigenare i tessuti e tonificare la muscolatura effettuando anche un benefico idromassaggio.
Ogni seduta deve avere una durata di almeno trenta- quaranta minuti ed essere eseguita almeno a giorni alterni. È anche importante abbinare a questo tipo di esercizi un programma di tonificazione che sia in grado di stimolare il numero maggiore di muscoli della zona interessata, sia con esercizi a carico naturale, sia usando piccoli pesi o elastici.

I movimenti vanno eseguiti velocemente e il numero delle ripetizioni può anche essere elevato, ma non bisogna cadere nell’errore di affaticare eccessivamente il muscolo. Si consiglia, infine, di terminare l'allenamento con alcuni esercizi di allungamento e defaticamento degli arti inferiori, mobilizzando i piedi e mantenendo, per qualche minuto, le gambe in alto per favorire il ritorno venoso.



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