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mercoledì 28 novembre 2012

Il primo bacio? No grazie, meglio il primo tacco!




Jerome C Rousseau Fetish Boots

Secondo voi le donne si ricordano più facilmente del primo bacio o del primo paio di scarpe col tacco indossate? E quante donne sono pentite di avere lasciato il fidanzato rispetto a quelle che hanno gettato via un paio di scarpe? Attenti perché le risposte potrebbero sorprendervi: solo il 63 per cento delle donne intervistate ricorda il primo maschio che ha baciato, mentre un nutrito 92 per cento ricorda esattamente il primo tacco che ha acquistato con i propri soldi. E non è finita: rispetto al 15 per cento delle donne che si dicono pentite di avere lasciato un uomo, il 96 per cento si mangerebbe le mani per avere buttato nella spazzatura quel meraviglioso paio di scarpe rotte e inservibili!
I dati sono stati forniti da un sondaggio pubblicato in Gran Bretagna e riportato da Staibene.it nel 2009, mentre altri studi su scarpe e personalità sono stati pubblicati sul Journal of Research in Personality.  Questi dati aprono uno scenario molto eloquente sui gusti e i desideri più reconditi delle donne. La scarpa è infatti sempre più desiderio, sogno, ed in certi casi ossessione.
Molte donne ed anche parecchi uomini sono alla ricerca della calzatura dei loro desideri e di quell'oggetto che, da necessità, è diventato sinonimo di culto e di venerazione. 

Scarpe fetish Pleaser

Per parlare della storia della scarpa non basterebbero mille pagine; sin dalle sue origini la calzatura è passata dalla connotazione di oggetto necessario per camminare a simbolo di nobiltà e autorità. Già in Egitto solo i faraoni potevano possedere le pianelle in versione nobile, arricchite da fibbie d'oro e decorate con pietre preziose. Le suddette scarpe regali, sulla suola recavano dipinta l'immagine del proprio nemico - ottima idea per sublimare l'aggressività credendo di calpestare chi proprio il reale piede non sopportava - pensiamo piuttosto a cosa mai accadrebbe oggi, se dovessimo appiccicare sulla suola delle nostre scarpe la foto del capo, del marito fedifrago o dell'ex amica per poi venire scoperte... - Nell'antica Grecia le cose si evolsero e le prostitute si fecero furbe: sotto la suola portavano la scritta "Seguimi" - evito anche in questo caso di fare paragoni con i tempi nostri perché le immagini che mi sovvengono sono quelle di scarpe con tanto di neon fluorescenti lampeggianti e sirena, il che non è comunque bello nemmeno a immaginarsi -. Si iniziò a fare sul serio intorno al 1400, quando fecero la loro comparsa le Chopines o zeppe create in Turchia che erano dotate di tacchi alti dagli 8 sino ai 20 centimetri! 


(Un paio di scarpe di seta appartenute all'austriaca Maria Antonietta, consorte di Luigi XVI sono state battute all'asta per 62.460 euro, sei volte la stima massima iniziale. Le scarpine, misura 36 e mezzo, su sfondo verde intervallato da righe rosa pallido e molti nastri, e' stato venduto alla casa d'aste Paris Drouot)
 Nel 1580 fu Mary Tudor ad indossare - le cronache dicono senza mai smettere, sarà poi vero? - i tacchi alti per avere più autorità e dare una immagine di potere - evidentemente Mary era proprio bassina, ma tanto... Con il Re Sole ecco l'uomo che si appropria del tacco, e che tacco! Dotato anch'egli di poca altezza, pare usasse indossare i talons rouge, rialzi alti sino a nove centimetri. Anche Maria Antonietta andò al patibolo indossando i tacchi prima di essere decapitata, si dice avesse un paio di scarpe alte nove centimetri.

Ma veniamo ad oggi.

La scarpa più alta pare sia quella costruita da un artigiano indiano che si lamenta di non riuscire a venderla , chissà poi perché, dato che è alta solo 50 centimetri e si può mettere comodamente per fare la spesa o per una passeggiata con gli amici. 


Scarpa Valentino, la più sensuale

La scarpa più costosa sembra invece essere quella di René Caovilla, 91 mila euro di risparmio e sobrietà da acquistare facilmente ai grandi magazzini londinesi Harrod's. I sandali, proprio come i gioielli della regina, sono custoditi in una teca di vetro e sorvegliati da un cobra vero.


René Caovilla, la più costosa

Nell'ambito della ricercatezza e del proibito, si fa per dire, ecco un simbolo su tutti: le ballerine fetish di Christian Louboutin, icone di sensualità e accattivante sadomaso. La nuova creazione del genio dello stiletto Christian Lauboutin, che è stata presentata in occasione della mostrafetish di David Lynch a partire dal 3 Ottobre al 3 Novembre presso la Galerie du Passage di Parigi, oltre allo stupore ha suscitato anche una sorta di deja vu. 


ballerine del Crazy Horse

Le sue fetish ballet heels, fotografate dal genio del cinema contemporaneo, dal tacco vertiginoso e caratterizzate dalla inconfondibile suola rossa, sono davvero sorprendenti ed hanno anche suscitato la protesta delle modelle, che si sono rifiutate di indossarle in passerella perché troppo scomode. Pronta è stata la replica dello stilista: “Con queste scarpe non si può pensare ne’ di camminare ne’ tantomeno di correre, sono state realizzate per restare sdraiate”.


Le mitiche fetish ballet heels di Lauboutin

L'incontro foriero di alcuni di questi dati è stato stimolante al punto da spingermi a cercare ulteriormente notizie sulla scarpa, ed è stato quello con la psicologa e sessuologa Sara Padovano, che nell'ambito di "Scarpa: da semplice accessorio ad oggetto di studio" promosso da Genova Cultura ha intrattenuto e informato. 
Ecco la nostra chiacchierata:
Sempre più donne sono alla ricerca della scarpa come feticcio. Che significato riveste questa attitudine delle donne?

Sicuramente la scarpa è un oggetto di moda e di culto. La passione che le donne hanno per le scarpe permette loro talvolta di essere un po’ diverse, di giocare e sperimentare, ad esempio sentirsi un po' una femme fatale, donna sensuale con un tacco mozzafiato o una decolletè audace. Chi non si è sentita più bella indossando una scarpa da favola! Tutto ciò può diventare problematico quando la scarpa diventa predominante sulla personalità di chi la indossa; in questo caso è opportuno consapevolizzarsi e chiedersi "perché funziono in questo modo?”, cosa c'è alla base? Autostima bassa, qualche carenza? Seguire la moda ed indossare la calzatura cult o costosa perché fa tendenza può essere sinonimo di una personalità eccessivamente sbilanciata sul versante dell'apparenza. La scarpa va indossata, ma la personalità che deve venire fuori è quella di chi la indossa.

E’ un segno dei tempi il fatto che la scarpa venga proposta e riproposta in tante versioni, sia nelle mostre che nelle pubblicità o al cinema e che venga a volte sovraesposta attraverso i media?

Sicuramente chi fa questo mestiere si è reso conto che, essendo la scarpa un culto, un feticcio, è un oggetto che ha molto appeal su un target piuttosto significativo. Di conseguenza, chi opera nel settore è sempre alla ricerca di qualcosa che abbia un appeal: chi organizza una mostra lo fa sempre per proporre qualcosa che faccia tendenza.

Parliamo di te: quali scarpe ami? Quali ti piace comperare e indossare?

A me piacciono le scarpe un po’ tutte, quelle particolari ma anche le classiche. Ho tantissime scarpe, succede che le butti,anche se preferisco regalarle. Ci sono alcune paia che non metto da tempo, ma non potrei mai buttare per il valore intrinseco che rappresentano. Qualche tempo fa mi è anche successo di ricomperare scarpe identiche, particolarmente comode. Nel mio guardaroba trovano spazio sia scarpe firmatissime come le Tod’s che quelle più cheap ma che comunque mi hanno colpito per qualche dettaglio o per la loro comodità.

Tacco alto sempre e comunque o qualche variazione sul tema?

Tacco alto per occasioni speciali, scarpe comode e pratiche per correre da un impegno all'altro durante la settimana. 

Come psicologa ma anche come donna, cosa suggerisci alle donne, di seguire di più la moda o il proprio istinto? 

Consiglio di seguire la moda se piace, però di farsi anche seguire dalla moda, quindi la scarpa può fare tendenza ma bisogna metterci la personalità.

La scarpa, in qualche modo, può essere terapeutica? 

La scarpa, come tante altre cose, può essere un oggetto che può regalare momenti di gioia, ma occorre non esagerare se no si rischia di essere donne felici, ma affette da shopping compulsivo! :-)



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2 commenti

  1. davvero bello quest'articolo, io ad essere sincera non ricordo il primo tacco ma la prima borsa!!! ;)
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    1. Cara Irene, neanche io a dire il vero ricordo il mio primo tacco ma il primo bacio e la prima cartella (prima elementare) decisamente sì :))
      Saremo fuori dal coro oppure la ricerca inglese ha fotografato un campione poco rappresentativo delle donne?

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